Atri.Tar respinge il ricorso presentato dal Comune per la chiusura del “Punto Nascita”

(wn24)-Atri(TE) – Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), sorprendendo tutti quelli che si stanno battendo per evitare la soppressione, ha respintoi il ricorso presentato dal Comune di Atri e sostenuto dal Comitato a difesa dell’ospedale San Liberatore.

Il comitato cittadino e gli amministratori del Comune,erano convinti che almeno venisse fissata un’udienza per esaminare il ricorso contro il provvedimento della Regione che lo scorso primo novembre,ha di fatto, chiuso il reparto di ostetricia e ginecologia.

La decisione del Tar ha scatenato già tante polemiche anche in funzione del fatto che il Ministro Lorenzin un mese e mezzo fa, aveva sottolineato un aspetto non secondario: il procedimento inerente la chiusura dei punti nascita poteva essere rivisto dalle amministrazioni regionali.

Insomma, si era aperto uno spiraglio per fare in modo che il punto nascita della città ducale potesse riaprire i battenti. Anche perché a sostenere il ricorso presentato dal sindaco Gabriele Astolfi e condiviso dal comitato “Giù le mani dal San Liberatore” c’erano elementi portanti come il numero dei parti che nel 2014 era stato superiore alla soglia delle 500 nascite imposta dal decreto Lorenzin sulla riforma dei punti neonatali.

Oltretutto la struttura atriana era stata considerata di eccellenza a livello nazionale per quanto riguarda la sicurezza. Ci sono state manifestazioni di protesta, cortei con la partecipazione di quasi mille cittadini a difesa del punto nascita del San Liberatore.

Ma il primo cittadino atriano non si perde d’animo. Astolfi infatti ha annunciato che il prossimo passo da compiere sarà il ricorso al Consiglio di Stato. Le carte verranno approntate già dalla prossima settimana, non appena verranno esaminate le motivazioni addotte dal Tribunale Amministrativo per respingere il ricorso del Comune di Atri.

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