Abruzzo. Rincari (+ 3,45) A24 e A25: per l’On. Melilla ” occore interrogare il Ministro”

(wn24)-Pescara – Il 2016 ha portato rincari (+3,45%) messi in atto dalla concessionaria ‘Strada dei Parchi’ per A24 e A25. “Siamo consapevoli del momento di crisi – ha detto Cesare Ramadori, Ad della società – ma il 57% delle nostre tariffe vanno alla parte pubblica. Col 43% manteniamo in funzione ed adeguiamo l’autostrada.Tuttavia, non sono mancate reazioni dure, come quella del Deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla, il quale, annuncia un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e chiede alla Regione, una netta posizione. “L’aumento è una vergogna” dice duro. Il presidente della Fita Cna Abruzzo, Gianluca Carota, chiama in causa la Regione perché c’è il “rischio che l’intero sistema economico regionale perda competitività”. Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale PRC-Se, rincara la dose e afferma che “l’Abruzzo è terra di ignavi che si dicono di sinistra ma davanti ai poteri forti sanno solo fare l’inchino”. È un coro di proteste, nel primo giorno del 2016, per l’aumento del 3,45% delle tariffe di Strada dei Parchi S.p.A. “Su 27 concessionarie autostradali italiane solo 7 rincarano nel 2016 i pedaggi – dice Melilla – e tra esse Strada dei Parchi. Quest’anno il rincaro è il secondo più caro tra le 7. Siamo ben oltre l’inflazione! L’aumento è ancora più ingiusto se si considera lo stato dell’autostrada dei parchi, ormai vecchia e insicura. Il suo alto costo scoraggia il traffico automobilistico visto che per andare a Roma si spende più per il pedaggio che per la benzina! E anche per quanto riguarda il servizio di ristoro e dei combustibili vi è da rilevare la vergogna di cento chilometri di autostrada tra Pescara e Avezzano senza nessuna stazione di servizio”. “E’ bene ricordare, per capire di cosa si sta parlando – aggiunge il presidente della Fita-Cna – che le tariffe di Strada dei Parchi, stando alle informazioni pubblicate sul sito della stessa, sono aumentate del 4,78% nel 2010; dell’8,14% nel 2011; dell’8,06% nel 2012; dell’8,28% nel 2014. Il fatto che ciò avvenga – e non ne dubitiamo – in conformità al contratto di convenzione stipulato con Anas, nulla toglie o aggiunge al fatto che si tratti di una stangata che si ripercuoterà negativamente sull’intero sistema economico abruzzese, sulle imprese del trasporto e sui costi delle impresa, con la conseguente perdita di competitività con altri territori.

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