Studente in fuga con i soldi per la festa dei 100 giorni: i seimila euro giocati alle slot machine
(wn24)-Osimo(AN) – Un’ipotesi che potrebbe essere più che verosimile: lo studente sparito con seimila euro, raccolti tra i compagni di scuola per festeggire i cento giorni prima degli esami di Stato, si sarebbero volatilizzati all’interno delle slot machine. A Osimo (AN), dove il fatto è accaduto, ancora sono increduli, che uno studente possa truffare gli amici di “una vita” scolastica. Nonostante le riserve d’obbligo, sembra profilarsi una storiaccia, perchè il ragazzo ha mscritto già ad un amico, prima di sparire «Non cercatemi, io sto bene». Immediatamente dopo avrebbe spento il telefonino e così è rimasto a tutt’oggi.. Non solo.Ha cancellato il suo profilo fb e le chat di WhatsApp. Il ragazzo è fuggito con i 6000 euro raccolti tra i 280 maturandi della scuola per organizzare il pranzo dei 100 giorni all’esame, in un agriturismo di Osimo.
Lo studente di 20 anni si troverebbe nel nord Italia e sarebbe rimasto in contatto solo con i suoi genitori, distrutti dal dolore per quello che è riuscito a combinare. Convocata dal comandante Enrico Grossi nella caserma Carabinieri di Castelfidardo, città dove la famiglia vive, la madre dello studente ha raccontato retroscena inquietanti sulla vicenda. Disperata e in lacrime, la donna ha confidato al maresciallo che il figlio soffre di ludopatia, vera piaga sociale. Quel vizio del gioco sarebbe stato motivo di frequenti litigi a casa e delle sue sparizioni improvvise, anche per diversi giorni.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il ragazzo oltre a perdere alle slot machine parte dei soldi raccolti a scuola, per lo più con quel contante avrebbe saldato i debiti di gioco e ora non avrebbe più il coraggio di tornare in famiglia per il senso di colpa e l’incapacità di affrontare la rabbia dei compagni d’istituto. Si sarebbe insomma trovato in un mare di guai e per uscirne indenne avrebbe escogitato di impadronirsi dei 6000 euro, lasciando in serie difficoltà i suoi familiari che lavorano facendo sacrifici. «Torna a casa perché nessuno vuole farti del male e le cose si sistemeranno. Devi anche sostenere l’esame di maturità» gli avrebbe ripetuto anche ieri al telefono la mamma, richiamandolo a responsabilità nella speranza di evitargli denunce penali.