Roseto.Incompatibilità consiglieri comunali: “scintille” tra Partito Democratico e Forza Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(wn24)-Roseto – Sulla incompatibilità dei consiglieri comunali, dovuto al mancato pagamento dei tributi locali, dopo il Consiglio comunale, sono scoppiate autentiche “scintille” tra Partito Democratico e Forza Italia.I due schieramenti politici,il primo attarverso la segretaria, il secondo con il Capogruppo in assise civica, Antonio Norante, si accusano a vicenda di non aver voluto affrontare l’argomento decadenza dei consiglieri “rei” di avere degli arretrati nel versamento dei tributi comunali.“Gli atti prodotti dal nostro Consiglio comunale in questi anni sono tutti validi?- esordisce il PD, in un comunicato- Tenendo conto della situazione di inadempienza nei confronti dei tributi comunali da parte di un consigliere della maggioranza, diremmo proprio di no!”. Il PD è molto duro in merito alla questione di verifica della sussistenza di cause di ineleggibilità e/o incompatibilità’ di un consigliere, causate dal mancato pagamento dei tributi comunali. Il gruppo ha poi aggiunto: “Se ci sono gli estremi per l’incompatibilità di tale collega, ci sarà di conseguenza la mancata validità degli atti in cui il voto del suddetto è stato dirimente”.

La questione era presente all’ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri sera, che tra le altre cose è saltato per il mancato raggiungimento del numero legale da parte della maggioranza.

“IL Testo Unico degli Enti Locali parla chiaro”, ha precisato il gruppo consigliare, “La verifica di eventuali cause di incompatibilità è preliminare a qualsiasi altro oggetto di discussione, il Segretario comunale e il Presidente del Consiglio erano inoltre perfettamente a conoscenza della situazione sin dal mese di luglio 2015.  E’ in sostanza impensabile che un consigliere discuta, voti e approvi regolamenti, norme e tariffe che lui stesso non paga sin dal 2002! Avevamo proposto di anticipare il punto dell’Odg, ma prima il Presidente, poi la maggioranza ce lo ha impedito. Poi la seduta è stata sciolta per l’abbandono di un consigliere di maggioranza che ha duramente contestato il Sindaco. Ci batteremo fino alla fine affinché sia ripristinata la legalità.

Da ieri sera- conclude la nota del PD –  Pavone non ha più la maggioranza, pertanto per il bene della città farebbe bene a dimettersi”. 

Immediata la replica di Forza Italia attraverso una nota del Capogruppo Antonio Norante.

 “Ringrazio il PD- dice Antonio Norante –  per l’atto di generosità dimostrato nel Consiglio Comunale che si è svolto ieri e per non averci fatto decadere dalla carica di consigliere comunale ! Lo ringrazio a nome mio e degli altri consiglieri interessati dalla ridicola iniziativa messa in atto da questa banda di “perecottari!”.

Ancora una volta il Partito Democratico di Roseto aggiunge l’esponente di Forza Italia –  attraverso il suo gruppo consiliare, ha dimostrato la propria, totale inconsistenza, inadeguatezza e impreparazione ! Rappresentanti politici in Consiglio Comunale del primo partito a livello nazionale che non hanno la minima idea di come affrontare problematiche politiche e amministrative sia durante i lavori del Consiglio che nell’attività politica quotidiana ! E hanno anche la faccia di bronzo di ripresentarsi davanti agli elettori rosetani nelle prossime amministrative, senza dimenticare i gravi problemi creati alla città che attende ancora le loro scuse.

Dopo aver annunciato ai quattro venti e in tutte le forme possibili la presunta incompatibilità di alcuni consiglieri comunali tra cui il sottoscritto; dopo aver richiesto pubblicamente la convocazione di un Consiglio Comunale per contestare agli interessati le motivazioni per le quali sarebbero incompatibili; dopo aver scomodato le redazioni locali di testate giornalistiche nazionali per creare dubbi e alimentare pettegolezzi su questa vicenda, giunto il momento in cui avrebbero dovuto “affondare la lama” per avviare la procedura prevista dalla legge per sancire le incompatibilità- puntualizza l’esponente della maggioranza- il PD si è letteralmente liquefatto e si è fatto trovare ancora una volta impreparato durante l’ultimo Consiglio Comunale facendo mancare il numero legale. Se veramente intendevano andare fino in fondo sull’argomento incompatibilità, avrebbero potuto contribuire a mantenerlo per consentire la discussione di un punto il cui inserimento era stato richiesto proprio da loro.

Per cui dopo questo episodio è legittimo fare due ipotesi:

se i consiglieri del PD volevano veramente acclarare l’incompatibilità di alcuni consiglieri comunali, sarebbero dovuti restare in aula, contribuire a mantenere il numero legale dell’assemblea e attendere il settimo punto all’ordine del giorno per discutere l’argomento.

Se invece, come accaduto, hanno preferito assistere dall’esterno, inermi, confusi e inconcludenti quanto accaduto in aula, ben sapendo che, mancando il numero legale, l’argomento non si sarebbe discusso, significa che non avevano alcun interesse ad affrontare la discussione sulle presunte incompatibilità o hanno avuto il timore di confrontarsi ben sapendo della inconsistenza delle loro tesi.  Per cui si è capito che la campagna mediatica messa in atto in questi giorni è stata solo una montatura giornalistica e propagandistica strumentale alla campagna elettorale ormai in corso.

Tutto ciò è confermato dalle previsioni legislative in merito, che questi personaggi fanno finta di non conoscere o che, a causa della loro più volte dimostrata applicazione allo studio, effettivamente ignorano: non esiste alcuna incompatibilità fino a quando non viene stabilita dal Consiglio Comunale sulla base di elementi certi, attraverso una procedura stabilita dalla legge che garantisce il contraddittorio con la persona interessata e, in caso di esistenza di cause di incompatibilità, richiedere al Consiglio Comunale un congruo termine per formulare osservazioni o eliminarle (come previsto dall’art. 69 Testo Unico n. 267/2000).

Senza dimenticare che la presunta incompatibilità riguarda in parte l’erogazione dei gettoni di presenza, (stiamo parlando di cinquanta euro lorde, tanto per far capire ai cittadini “l’enorme portata” dell’argomento), che a Roseto non sarebbero dovuti per le conferenze dei capigruppo mentre molti altri comuni italiani continuano ad erogarli tranquillamente.

Se realmente i rappresentanti del PD avessero avuto anche una minima certezza di riuscire ad abbattere il loro maggiore persecutore ed oppositore degli ultimi anni di politica rosetana, sto parlando del sottoscritto, pensate che avrebbero avuto qualche tentennamento ? Io penso proprio di no, ed infatti quanto accaduto mi dà pienamente ragione. Ancora una volta l’ipocrisia, la calunnia, l’invidia e la rabbia che caratterizza il PD rosetano ha avuto la peggio, e questa volta in maniera ancor più eclatante ed evidente per un partito che farebbe bene a puntare sui giovani da mandare in Consiglio  invece di continuare a farsi rappresentare da questi veri e propri tromboni della politica locale!”.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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