Overdose durante il rave party: assolto il proprietario del casolare

(wn24)-Pesaro – Da boss dello sballo ad assolto perchè “il fatto non sussiste”. Il 39enne era finito sotto accusa per aver messo a disposizione di un rave party, un casolare.

Per questo dopo dopo il fatto dell’overdose era finito in manette. Ieri, Fabrizio Sebastian Moro, di origini milanesi (di Cesano Boscone), è stato assolto con formula piena. “Il fatto non sussiste” sono state le parole con cui il giudice Stefano Marinelli ha dato un colpo di spugna alle accuse del pm Danilo Rabini che aveva chiesto ben 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Oltre alla remissione degli atti alla Procura per alcuni testimoni perché avrebbero detto il falso. Ma alla fine il verdetto ha dato ragione alla difesa dell’imputato, l’avvocato Alessandro Pagnini (dello studio Pagnini-Stefanelli-Patrignani), che ieri, proprio su richiesta di Moro, ha rinunciato all’adesione allo sciopero degli avvocati e discusso il processo. “Il mio assistito non ha mai messo a disposizione la propria abitazione per permettere il consumo di sostanze – ha spiegato Pagnini – nessuno è mai stato trovato in possesso di droga all’interno del casale e se qualcuno ha abusato lo ha fatto prima di arrivare al party come è stato anche detto da diversi testimoni”. Moro era finito nel mirino degli inquirenti già nel 2013, quando durante quel rave party una ragazza era andata in overdose ed era stato necessario portarla all’ospedale. Ragazza che è stata sentita come teste alla scorsa udienza e che aveva ammesso di essersi drogata prima di arrivare a Serrungarina, in una discoteca di Ancona. Nel 2014, il 5 e 6 aprile, il dj organizza una nuova festa sotto le stelle nel suo casale. Tutto sembra in regola, a partire dalla Siae. L’ingresso è a offerta, qualche soldo o in alternativa una bottiglia di vino. Un ennesimo successo. Almeno un centinaio, gli avventori in cerca di musica e divertimento. La sera del sabato, i carabinieri fanno un primo controllo. Tornano la domenica pomeriggio e tra le varie cartacce lasciate in terra, ne individuano diverse con tracce di sostanze stupefacenti. Trovano anche una piantina di marijuana. La gente rimasta viene allontanata e Moro arrestato. Passa due settimane in carcere e per 7/8 mesi ha l’obbligo di firma in caserma. Poi finisce a processo. Ha sempre ribadito che la sua casa era a disposizione per far festa e musica e non una zona franca per tossici in cerca di asilo. Moro ha smesso di fare il dj e il pr e ora fa il carpentiere. “Siamo estremamente soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Pagnini – È emersa la verità dei fatti”.

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