Marche & Terremoto. Commento shock sui social:”Hotel insufficiente: ci sono i terremotati”.
(wn24)-Civitanova Marche(MC) – Come dire: “oltre ai danni, ora anche la beffa” di essere trattato alla stregua di un “appestato” arrivato chissà da dove”. Per un terremotato, oramai, non c’è fine alla sofferenza, creata , in questo caso, da una persona che ha soggiornato per caso in un Hotel della costa Adriatica, dove sono ospitate le famiglie colpite dai terremoti scorsi, nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo. Ad Anna Maria, cliente dell’Hotel “Velus” di Civitanova Marche(MC), la direzione della struttura alberghiera, ha dato la possibilità, dopo tre giorni di soggiorno nell’Hotel, di commentare i servizi, il clima e la struttura in generale. Alla fine tutto bene “madame la comare”, ad esclusione di quel bidet, per il resto tutto bene, compreso quel letto confortevole, riscaldamento adeguato, ma in generale, la “Signora Anna Maria”, manterrà un ricordo negativo per la “camera rumorosa, a causa della presenza dei terremotati ospitati nell’albergo”.
Così, quando s’è trattato di dare all’albergo una valutazione sul sito booking.com, una delle travel agency più ascoltate per le recensioni di strutture ricettive, aveva affibbiato una serie di 5 al Velus, bocciando ad esempio il servizio e il confort, accontentandosi invece della pulizia e della posizione a poca distanza dal mare. Valutazione finale: 5,8.
Il motivo dell’insufficienza
«Questa è una recensione fatta da un cliente, spero perso, del mio hotel», s’è sfogato su Facebook il titolare dell’hotel Stefano Mei, pubblicando la scheda di valutazione della cliente insoddisfatta, la quale non aveva trovato sconveniente mettere nero su bianco che il suo giudizio d’insufficienza era motivato soprattutto dalla presenza di terremotati. «Di solito ringraziamo sempre per le recensioni sia positive che negative, perché ciò ci dà modo di crescere e migliorare il servizio che offriamo – scrive l’albergatore, che da fine ottobre ospita più di 20 sfollati della Valnerina – Questa volta no».
Mei racconta che fin dall’inizio la cliente Anna Maria, 45-50 anni, arrivata dal Nord Italia per un viaggio d’affari la settimana prima di Natale, aveva dimostrato la sua insofferenza per la presenza dei terremotati. «Le ho fatto subito presente che mai nessun cliente s’era lamentato di loro – racconta l’albergatore civitanovese – ma per non avere storie le avevo cambiato camera, sistemandola in un’ala dell’hotel dove non ci sono sfollati».
Una premura che evidentemente non è bastata a placare le paturnie della cliente, che alla fine del soggiorno ha presentato il conto all’hotel, sotto forma di una recensione negativa su booking.com, un sito ritenuto molto affidabile dai viaggiatori perché a differenza di altri ammette schede valutative solo da soggetti che dimostrino di aver soggiornato in una struttura ricettiva. Stefano Mei l’ha saputo subito, perché in caso di pagella insufficiente il sito informa l’albergatore per dargli modo di fornire spiegazioni e migliorare il servizio
Il titolare dell’Hotel Velus c’è rimasto di sasso, leggendo tra i motivi del brutto voto il termine «terremotati». Lui, tra i primi a dare disponibilità di camere alla Protezione civile dopo le scosse di fine ottobre, ne ospita attualmente 26, tutti sfollati dal borgo devastato di Castelsantangelo sul Nera, tranne due studenti fuggiti da Camerino. Per lo più anziani e famiglie, con due sole bambine che non hanno mai dato noie. «Anzi mi è capitato a volte di scusarmi con gli sfollati – racconta il titolare del Velus – per qualche cliente troppo rumoroso. Ma loro ci hanno riso su». Così Mei ha affidato a Facebook il suo stato d’animo «ferito da tanta insensibilità umana». «Spero vivamente che lei non si debba mai trovare in futuro nella stessa condizione di queste persone che in un attimo hanno perso tutto e che hanno avuto la loro vita stravolta – si rivolge alla cliente – Se mai dovesse ripassare da queste parti, faccia una cosa: eviti il mio hotel e mi tengo i miei terremotati». Un post che molti ospiti hanno condiviso nei loro profili. «Per fortuna si tratta di un caso isolato – spiega Mei – Un altro cliente, al momento di saldare il conto, mi ha lasciato cento euro in più da donare agli ospiti sfollati».