Sindacato. Gilda Informa Dicembre: tutte le novità per  i Docenti

Sindacato. Gilda Informa Dicembre: tutte le novità per i Docenti

(wn24)-Redazione – Concorsi, illegittimo escludere docenti di ruolo: Consulta boccia norma della “Buona scuola” È illegittimo escludere i docenti già di ruolo dai concorsi per il reclutamento di nuovi insegnanti. 

Lo ha sancito la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 251. La Consulta ha dichiarato illegittimo l’articolo 1, comma 110, della legge 107/2015 e, di conseguenza, un articolo del decreto legislativo dello scorso aprile, nel punto in cui escludono dalla partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente gli insegnanti già assunti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali. La pronuncia, spiega Palazzo della Consulta, “è destinata ad applicarsi anche alle prossime procedure concorsuali di reclutamento dei docenti”. A sollevare le questioni di legittimità era stato il Tar del Lazio.

Secondo i giudici costituzionali, durata del contratto (a tempo determinato o indeterminato) e natura del datore di lavoro (scuola pubblica o scuola paritaria; amministrazione della scuola o altre amministrazioni) non rappresentano criteri utili per stabilire chi ammettere ai concorsi. Per la Consulta, infatti, le procedure concorsuali dovrebbero essere impostate su criteri meritocratici, volti a selezionare le migliori professionalità. Argomentando la sentenza, inoltre, la Corte Costituzionale sottolinea che l’esclusione dai concorsi dei docenti già di ruolo non è giustificabile neanche con l’obiettivo di di assorbire il precariato, considerato che lo sbarramento non vale per gli insegnanti a tempo indeterminato in servizio nella scuola paritaria né per coloro che, in possesso delle necessarie abilitazioni, già lavorino a tempo indeterminato per il Miur o per altre amministrazioni.

Consentire ai docenti di ruolo di partecipare ai concorsi, inoltre, non arreca alcuno squilibrio nella pianta organica delle scuole perché, in caso di superamento delle prove, i posti lasciati scoperti dai vincitori andrebbero assegnati ad altri insegnanti. I giudici della Consulta ritengono, dunque, che il restringimento della platea dei partecipanti al concorso pubblico sia irragionevole e che la norma della “Buona scuola” sia in contrasto con diversi articoli della Costituzione. Diplomati magistrali, Consiglio di Stato: titolo non valido per inserimento in GaE I diplomati magistrali non hanno diritto all’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento. A stabilirlo è il Consiglio di Stato che, dopo l’udienza generale avvenuta dinanzi l’Adunanza Plenaria, ha emesso la sentenza con cui nega il riconoscimento del valore abilitante del titolo di studio conseguito prima dell’anno scolastico 2001-2002. “La decisione dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato costituisce l’ennesima sconfitta della politica scolastica del Governo”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la sentenza di Palazzo Spada di rigettare i ricorsi per l’inserimento nelle GaE dei diplomati magistrali ante 2001. “La Gilda – prosegue Di Meglio – ritiene che il ministero dell’Istruzione debba con urgenza pronunciarsi sull’intera situazione, assumendosi la responsabilità politica di indicare soluzioni eque e definitive”. Secondo il coordinatore nazionale della Gilda, “la politica non è stata in grado di intervenire minimamente: basti pensare che non è stato previsto il nuovo sistema di reclutamento per la scuola primaria, né sono previsti i concorsi ai quali i diplomati magistrali potrebbero legittimamente partecipare, né una fase transitoria”.

Sanzioni disciplinari, le novità per i docenti introdotte dal decreto Madia Con l’approvazione del decreto Madia, che modifica il Testo Unico 165/01 sul pubblico impiego, vengono introdotte alcune novità nelle sanzioni disciplinari applicabili al personale della scuola. Per quanto riguarda i docenti, l’impianto sanzionatorio rafforza i poteri dei dirigenti scolastici e rende più vulnerabili gli insegnanti. In particolare, il decreto legislativo 75/17, cioè il cosiddetto “decreto Madia”, stabilisce che il procedimento disciplinare avviato dal ds è valido anche se non rispetta la procedura e i termini previsti dalla norma. Nel caso in cui si renda responsabile di una violazione delle modalità, il dirigente sarà semplicemente sanzionato e, diversamente da quanto avveniva con il decreto legislativo 150/09, l’azione disciplinare avviata a carico del docente non perderà efficacia. Inoltre il dirigente scolastico mantiene la prerogativa (unico caso nel pubblico impiego) di sospendere i docenti dal servizio fino a 10 giorni. In tutte le altre amministrazioni, il responsabile della struttura nella quale lavora il dipendente pubblico può limitarsi soltanto al rimprovero verbale.

Burnout, su change.org petizione di Lodolo D’Oria: il prossimo Governo si impegni per tutelare la salute dei docenti Adeguare gli stipendi alla media UE; mettere in campo strumenti e politiche per la tutela della salute; rettificare l’attuale regime previdenziale. Sono questi i punti fondamentali della petizione lanciata su change.org dal professor Vittorio Lodolo D’Oria, uno dei massimi esperti di burnout degli insegnanti, e indirizzata alla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ai leader politici impegnati nella campagna elettorale per le consultazioni della prossima primavera, ai sindacati e a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vita scolastica. Nel testo della petizione, che nell’arco di due settimane ha raccolto 35mila firme, Lodola D’Oria sottolinea che “è diminuito il prestigio sociale dell’insegnante, e con esso la retribuzione salariale, è peggiorato il trattamento previdenziale, ed è drammaticamente aumentato il malessere psichico della categoria, che determina oggi l’80% delle inidoneità all’insegnamento”. Da qui, dunque, l’iniziativa con cui si chiede di “dedicare la prossima legislatura a correggere le storture che penalizzano la figura professionale del docente a scapito del sistema scolastico e di tutta la collettività”. A gennaio, forte delle adesioni raggiunte, Lodolo D’Oria partirà con la seconda fase dell’iniziativa che prevede una fitta serie di incontri con le forze politiche che si contenderanno a marzo il governo del Paese. Istruzione 0-6 anni, laurea per gli educatori dei nidi: ok del CdM al Piano nazionale per il sistema integrato Per diventare educatori negli asili nido bisognerà essere laureati. A stabilirlo è il Piano nazionale pluriennale di azione per la promozione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni, che l’11 dicembre ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei Ministri.

Il Piano è stato approvato sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo 65 del 2017, uno dei decreti attuativi della Buona Scuola, e contiene gli obiettivi strategici del nuovo sistema: il 33% di copertura della popolazione sotto i 3 anni di età, la presenza di nidi in almeno il 75% dei Comuni, la qualificazione universitaria per gli educatori dei nidi, la formazione in servizio per tutto il personale, il coordinamento pedagogico fra nidi e scuole dell’infanzia, la riduzione delle rette. Per il primo anno di attuazione sono stati stanziati 209 milioni di euro, destinati a diventare 239 a regime, i cui criteri di riparto hanno avuto il via libera in Conferenza Unificata lo scorso 2 novembre e che, dopo il via libera del CdM, saranno assegnati agli Enti Locali, sulla base della programmazione già fatta pervenire dalle Regioni. Concorso docenti secondaria con abilitazione, decreto Miur detta modalità di svolgimento Firmato dalla ministra Fedeli il decreto che detta le modalità di svolgimento del prossimo concorso per il reclutamento di docenti di scuola secondaria aperto a chi è già in possesso di abilitazione. Il provvedimento dovrà essere registrato dalla Corte dei conti e dopo il Miur emanerà il bando per la presentazione delle domande di partecipazione. Il decreto prevede una selezione aperta a chi ha una abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi le docenti e i docenti già di ruolo.

Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’anno si concluderà con una valutazione che, se positiva, porterà all’immissione in ruolo definitiva. CLIL, al via il 15 febbraio i corsi per l’anno scolastico 2017/2018 I corsi linguistici e metodologici del CLIL (Content and Language Integrated Learning) per l’anno scolastico 2017/2018 inizieranno il prossimo 15 febbraio. A stabilire la data di avvio è la nota n. 49851 emanata dal Miur il 21 novembre scorso. Saranno 76 i corsi CLIL indirizzati a docenti di discipline non linguistiche (2.660 al massimo) in possesso di competenze in lingua straniera di livello alme- no B2. Per ogni corso è disponibile un finanziamento di 12mila euro. Per gli insegnanti di discipline non linguistiche, in possesso di competenze in lingua straniera di livello almeno B1, invece, saranno attivati 64 corsi finalizzati al conseguimento del livello B2/C1. In questo caso la partecipazione sarà consentita a un massimo di 1.920 docenti e il finanziamento di ciascun corso ammonta a 8mila euro. Il numero dei docenti partecipanti a ogni corso andrà da un minimo di 25 a un massimo di 35 docenti.

“Felice, felice Natale, che possa riscattarci dalle delusioni dei nostri giorni d’infanzia; che possa ricordare al vecchio i piaceri della sua gioventù; che possa trasportare il marinaio e il viaggiatore migliaia di miglia lontano, di ritorno al caminetto della sua casa tranquilla!” (Charles Dickens) “L’ultimo giorno dell’anno non costituisce una fine, né un inizio, ma una continuazione che porta con sé tutta la saggezza di cui l’esperienza ci ha fornito.” (Hal Borland)

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